Il Torrone

LA STORIA DEL TORRONE

Un antichissimo peccato di gola

Il Turrunaro

 

Ripercorrere con esattezza la storia del torrone non è impresa da poco. Varie e numerose sono le notizie reperibili circa l’origine di questo dolce e la sua denominazione. Alcune di esse risalgono all’epoca romana, quando diversi autori, quali Terenzio, Varrone e Plauto citano la cupedia, probabilmente nel senso di prelibatezza in genere; altre fonti ci riportano all’arabo turun, ad una tradizione quindi propria dell’area mediterranea, dove semplici ingredienti facilmente reperibili quali mandorle, nocciole, miele, lavorati secondo l’intuizione dei popoli antichi, davano vita a un dolce economico e gradito al palato.

Una versione più nota, nella quale tuttavia si uniscono elementi storici e spunti leggendari, narra che il moderno torrone avrebbe avuto origine, in maniera del tutto casuale, da un dolce servito al banchetto di nozze di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza.

L’errore di un cuoco, che sbadatamente rovesciò un piatto di mandorle appena tostate in una pentola contenente un impasto di uova e miele, fu lo spunto per la preparazione dell’antenato del torrone, che avrebbe preso il suo nome dal torrione cremonese in forma del quale fu modellato il dolce.

Leggenda o verità storica, è certo che dal XVI secolo in poi  si trovano espliciti riferimenti al consumo di  torrone, quale dolce apprezzato indifferentemente dai palati popolari e nobili.

La sapiente mescolanza di mandorle, nocciole, albume d’uovo e miele prendeva nomi diversi a seconda che fosse destinato al consumo dei popolani o ai nobili signori. Da semplice torrone diventava quindi Perfetto Amore, Ingranito, Torrone del Papa o Torrone della Regina.

Lo squisito sapore di questo dolce lo elevò infatti al rango di dolce regale e presto si diffuse il Torrone Perfezionato, cioè una Cupeta molto raffinata costituita da miele, bianco d’uovo, mandorle pugliesi cotte a fuoco lento e aromatizzate con essenze odorose, caratterizzata dalla novità della copertura, non più costituita da naspro o granella di zucchero ma da un’ostia sottile. 

Ancora oggi il torrone conserva il gusto tutto particolare di una volta e la produzione, pur rispettando il metodo artigianale, si avvale delle moderne tecnologie per migliorare le caratteristiche organolettiche e creare nuovi gusti e pezzature.

In Italia il Torrone costituisce una tradizione irrinunciabile in occasione delle feste natalizie, ma la varietà di gusti e i nuovi formati fanno sì che esso sia apprezzato e gustato durante tutto l’anno.

IL VENDITORE DI TORRONE

Il venditore di torrone, che, nelle sue mobili, luminose botteghe ai bordi delle feste di piazza, ancor oggi resiste. I più stimati hanno la provenienza irpina e sannitica, pensiamo a San Marco dei Cavoti e Dentecane. Ormai consuetudine è anche il pan torrone, pan di spagna imbevuto di liquore e ricoperto di una sfoglia di pasta zuccherina, mandorle e cioccolato. La dottrina gastronomica impone il consumo di torrone a novembre, nei giorni dedicati ai Morti, ma con il tempo è diventato anche protagonista delle festività natalizie. Nella visione popolare le mandorle affondano nel torrone come i defunti nella nera terra: le mandorle come anime, mangiarle è gesto di continuità, di presenza e di affetto, un rito che addolcisce la paura della morte.

Kairos Dolcezze

Kairos, un’azienda che, grazie alla passione, all’estro e all’esperienza di Silvio, padre fondatore e Mastro Torronaro, da sempre consacra il suo lavoro ai dolci tipici di San Marco dei Cavoti, coniugando la qualità alla tradizione, le mandorle dell’Etna e le nocciole di Giffoni al cioccolato fondente, una miscela equilibrata che dona momenti di assoluta dolcezza e delicata croccantezza a chiunque ricerchi attimi di evasione, gustose pause e isole di sapore, da un tempo che scorre rapido e instancabile.

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